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domenica 18 dicembre 2011

Salamandre e Robot

Abitavo in un piano alto di un condominio della periferia di Milano. E la casa era rivolta verso l'esterno, verso la periferia. Dava le spalle alla città. Tanto che di lei quasi non me ne accorgevo.
Quando ero un bambino, godevo della fortuna di poter spaziare con lo sguardo, dal mio piano alto, e vedere i prati correre sino in lontananza. 
Davanti a casa, delle cave, rifugio di animali strani, come le salamandre, lucertole d'acqua che parevano essersi rotolare nella tempera nera e gialla. A volte pascoli di pecorelle. Con tutto il loro circondario di osservatori, l'asino, il cane, anche il pastore.
Amavo guardare giù, perchè non riuscivo ad alzare la testa e a osservare il cielo, perchè mi girava tutto, come in un ballo che non ho mai imparato, ed allora guardavo giù.
Per divertirmi, mi sedevo davanti alla ringhiera della finestra della cameretta, che la mia fantasia ridisegnava nel grigno di una sorta di grande mazinga, di cui ero, ovviamente, il pilota. E avanzavo, attento a non pestare le pecore. 
Poi col tempo ho realizzato che l'edificio che avevo davanti , oltre la strada, oltre un paio di prati, era un carcere. Con dentro ragazzi come me.
Poi è arrivata la metropolitana. Poi è arrivata la tangenziale. Poi è arrivato un altro palazzo. O forse prima.
Costruito laddove, ai tempi della nevicata che distrusse il palazzetto dello sport, io mi tuffavo nella neve come un delfino nel mare più bello. 
Non che adesso, li dove viaggiavo con la fantasia, sia tutto più brutto.
Non che adesso, li dove viaggiavo con la fantasia, si viva peggio. No. I fiori crescono ancora.
Solo, ha preso il sopravvento la realtà, anno dopo anno.  E non sono i cambiamenti intorno a me.
Sono cambiato io.
Per fortuna. 
Nn avrei trovato lavoro come pilota di robot giapponesi. E avrei letto sempre i soliti fumetti. Che palle. 
Meglio cosi.
Però, adesso che dove vivo, ogni tanto rivedo le pecore, mi sembra vedere ancora i ricci cascarmi davanti agli occhi e cercare le salamandre



(questo post, era marzo, 2011. Circa una settimana fa, una salamandra, l'ho rivista, per davvero, dopo anni....nel giardino condominiale...splendido)

lunedì 12 dicembre 2011

Is Your Love strong Enough?

La paura
del freddo del mare sui piedi a salire sui fianchi
la paura che allaga lo stomaco
la paura bellissima
che vibra note perdersi nell’aria e nel silenzio
dai colori del farsi notte che concede solo i confini delle cose
dall’aspetto del lampione immerso sotto l’acqua di un canale
scorrere lento il movimento di piccole ombre sulla superficie
dal sapore delle labbra umide del tuo sesso
li dove si sono arrestate
affondare il pensiero
( ed i sorrisi incantevoli e inconsapevoli pieni di respiro
delle persone perse nel tempo intorno)

domenica 11 dicembre 2011

3 ore

Ho trovato sul parabrezza una multa per sosta in località vietata causa pulizia della strada.
Curioso.
Poco prima ero parcheggiato a cazzo, non è accaduto nulla.
Beh, proprio Nulla no….
Ricordo di stelle cadenti di zucchero filato.
Forse, ma qualcosa stava volando, era certo.
Ricordo di occhi belli, un po’ miopi un po’ astigmatici.
Occhi che sappiano guardare
Mani che sappiano tenere
Occhi che vogliano imparare
Mani che sappiano temere
Facce gambe pance braccia.....

Non li venite a lavare, i pensieri, i ricordi?
Smettila di pensare, avvicinati un po’
Ricordo di emozioni indefinibili, di età mischiate e desideri confusi e ammazzati.
Miti in camicia a fiori e occhiali tondi, in festa di paese un poco spenta.
Ancora più meravigliosi, cosi.
Ma i pensieri premono dentro.
Un affannato e stupido percorso di dolore
Indaffarato a fare
A dire di fare

Fa male fa male fa male

Disturba i progetti rapisce la quiete
svela i conti in sospeso
accarezzati in sogno
in un tempo spezzato

Solo tu

In cosa mi multerete adesso, sentimenti contrari ai sensi di marcia?
Occultamento di emozioni stradali?
CD orario non esposto?


Cazzo, mi perdo sempre, non trovo mai la strada.
Copro spazi ottusi.

Aspetto la pioggia che scenda giù
A rigare le vetrine piene
Scorre via, scorre via, scorre via
A rendere il mio volto inutile

Ma intanto adesso….
Lasciami qui lasciami stare lasciami cosi
Non dire una parola


La strada…non hanno pulito niente….ma pagherò volentieri
Ne è valsa la pena


Solo
una formalità


( 28/06/2011 )