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venerdì 6 gennaio 2012

Dopo la Pioggia


...cosa, è più erotico?




il tuo silenzio,


parli così poco, proprio come me


i tuoi capelli umidi e spettinati, gli occhi neri e vivi 


desiderosi dietro la frangetta


le mani fredde che riparano sul mio petto, 


sotto la maglietta


i piedi raggomitolati dentro i calzini asciutti, 


che hai appena messo


le gambe lisce e bianche, sopra le mie


il corpo che abbraccio, il suo battito, le sue vibrazioni, 


la sua morbidezza


le mutandine, le stesse che avevi prima, 


che osservo immaginando l'odore del tuo sesso






...o affidarmi a te,   lasciandomi andare,   addormentandomi accanto il tuo viso,  l'assenza di ogni timore, chiudere gli occhi,   conoscere già il sorriso che trovo al risveglio,   come un'alba,   quando allora si, 


faremo l'amore?





Pioggia

mi ricordo un giorno di pioggia, era buio, la pioggia era infinita, tantissima, fragorosa, 
quasi musicale....
impossibile pensare di proteggersi.....
decisi di prenderla, di non accorgermi di lei...sembra impossibile, ma fu abbastanza semplice...
raggiunto lo status di "fradicio", tutto ciò che continuava a cadere sui miei vestiti e ad impregnare la mia pelle 
si confondeva completamente in ciò che ero tanto da passare inosservato.
Altro era il profumo....di solito si dice puzza di bagnato....al momento invece era profumo....
profumo di acqua misto erba misto terra misto asfalto....
sorprendentemente affascinante e gradevole....evocativo, quasi, 
di stati fisici e mentali che normalmente non ci appartengono. 
Il mio modo di vivere le cose mi porta a ricordare ancora con affetto quel momento, 
ma quando ritornai a casa, finita la magia, svanito il profumo, con l'acqua che colava ovunque 
per il pavimento, misi in dubbio tutta la poetica del mio viaggio sotto la tempesta. 


Non credo che il mio esempio sia azzeccato, ma il passato, quando lo si rielabora, ed è un bene farlo....perde spesso il suo profumo....la magia.....svela la sua semplicità, la sua meccanica, la sua fragilità....messo a nudo.....e noi, forse sbagliando, copriamo questa nudità di razionalità, pessimo vestito, che mette in luce i difetti...... 



mercoledì 28 dicembre 2011

Il giardino



Godi il mio corpo
calpestalo, rotolalo
anche se l’erba non è più fresca e rigogliosa
come piccolo e prezioso era il prato smeraldo
su cui facevi l’amore


Piovimi addosso
conosco le nuvole nere che mi attraversano
il vero freddo è dentro
è la nostalgia di sentire le tue gocce
scivolar su un appassito cuore


Recidi i boccioli delle rose appena nate
sentimenti affacciati all’incanto che non sanno
ma prima guardali e sorridi loro
e soffia via i petali
che volino lontano


Distenditi e leggimi le pagine del tuo più bel libro
lacrime di rugiada ingigantiscono le parole
non so più leggere
e cerco la tua voce
E’ notte e alba sceglierai altri orizzonti per i tuoi baci
ma le tue labbra sono piene di sole
e il giardino per vivere
ne ha bisogno un po’